La famiglia dopo il Sinodo, conferenza di Andrea Grillo (aggiornato)

Grillo Andrea 01Lo Studio teologico interdiocesano (Sti) e l’Istituto superiore di Scienze religiose (Issr) di Fossano inaugurano insieme l’anno accademico venerdì 6 novembre: il programma prevede la celebrazione dell’Eucaristia alle 18 nella vicina chiesa di San Filippo; alle 19,15 la conferenza del teologo liturgista Andrea Grillo sul tema “La famiglia dopo il Sinodo” presso l’aula magna del Seminario. Andrea Grillo (nella foto a lato) è uno dei maggiori esperti italiani di liturgia e sacramenti: insegna Teologia sacramentaria e liturgica presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma e presso l’Istituto liturgico dell’Abbazia di Santa Giustina a Padova, più volte ospite a Fossano (l’ultima tre anni fa alla tre giorni di studio (vedi sotto). In questi mesi è intervenuto più volte sulle tematiche affrontate al Sinodo, con pubblicazioni e articoli. Chi desidera avere un bilancio equilibrato del Sinodo appena concluso può leggere un suo articolo qui.

Di seguito l’audio della relazione tenuta da Andrea Grillo il 6 novembre a Fossano.

Dopo il Sinodo, per continuare a pensare (aggiornato)

 

Vaticano, 25 ottobre 2015. Messa conclusiva del Sinodo dei Vescovi sulla Famiglia, presieduta da Papa Francesco.

Vaticano, 25 ottobre 2015.
Messa conclusiva del Sinodo dei Vescovi sulla Famiglia, presieduta da Papa Francesco.

A conclusione del Sinodo sulla Famiglia segnaliamo alcuni testi per continuare a pensare:

– il discorso finale del Papa al Sinodo di sabato 24 ottobre;

l’omelia del Papa alla messa di chiusura di domenica 25 ottobre;

– il commento di Andrea Grillo ai due interventi del Papa: “La raffinata teologia di Francesco“.

– un articolo, ancora di Andrea Grillo, ospitato dalla rivista “Settimana”, che fa un bilancio del Sinodo a bocce ferme: “Il Sinodo: il testo e l’evento”

Sono discorsi epocali, che cambiano il modo stesso di guardare alle cose…

Due serate per ripensare il Sinodo sulla famiglia

Sinodo due serate cartolinaIl 19 ottobre scorso si è chiuso a Roma il Sinodo straordinario dei vescovi dedicato al tema della famiglia, affrontato nei suoi molteplici risvolti. Un documento finale, votato ad ampia maggioranza (salvo tre articoli) dai padri sinodali, ha raccolto la sintesi di quindici giorni di dibattiti franchi e anche “accesi”, come del resto aveva chiesto Papa Francesco nel discorso di apertura. Ora è il tempo della disseminazione: le varie diocesi del mondo, le comunità parrocchiali, i gruppi sono chiamati a discutere e a confrontarsi sui temi emersi, soprattutto a vivere il metodo sinodale (vedi intervista ad Alberto Melloni) in vista del Sinodo ordinario che si terrà nell’ottobre del prossimo anno.

La diocesi di Fossano ha raccolto l’invito con due serate dal titolo “Sinodo straordinario sulla famiglia un mese dopo: il dibattito e le prospettive” che si terranno presso la sala Barbero del Castello degli Acaja, a Fossano. A promuoverle sono l’equipe “L’anello perduto” (servizio diocesano rivolto a separati, divorziati e risposati), l’associazione culturale “L’Atrio dei gentili”, Sti-Issr e diocesi di Fossano. La serata di lunedì 24 novembre sarà dedicata a uno sguardo d’insieme: le sfide raccolte e quelle rimaste in sospeso, con un confronto a due voci, una più laica, quella di Chiara Saraceno, sociologa della famiglia, honorary fellow al Collegio “Carlo Alberto” di Moncalieri, e l’altra più ecclesiale, quella di Paolo Mirabella, docente di teologia presso l’Istituto universitario salesiano di Torino; martedì 25 novembre si metterà a fuoco un tema particolare affrontato al Sinodo dei vescovi, quello dei divorziati risposati, con tutte le implicazioni anche sacramentali della questione: interverrà Basilio Petrà, presidente dell’associazione teologica italiana per lo studio della morale, docente presso la Facoltà teologica dell’Italia centrale. Le serate sono ovviamente aperte a tutti.

“Ora la sinodalità della Chiesa non è più un optional”

melloni albertoL’agenzia Sir ha pubblicato una bella intervista allo storico Alberto Melloni (che più volte abbiamo invitato a Fossano), nell’ambito di una serie di riflessioni a conclusione del recente Sinodo straordinario dei vescovi sulla famiglia.

Terminati i lavori del Sinodo straordinario sulla famiglia, è tempo di sintesi e di prospettive per gettare luce sul cammino che porterà nel 2015 alla seconda e definitiva tappa del percorso sinodale. Abbiamo chiesto al prof. Alberto Melloni, ordinario di storia del cristianesimo nell’Università di Modena-Reggio Emilia e direttore della Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII di Bologna, un suo parere sull’evento Sinodo nel suo insieme.

Si è appena conclusa la prima tappa del Sinodo straordinario sulla famiglia. Che bilancio si sente di tracciarne in relazione alla Chiesa cattolica nel suo insieme?

“Sicuramente un bilancio molto positivo per diversi motivi. Il primo è che Papa Francesco ne ha fatto un esperimento tipico del suo modo di affrontare le questioni istituzionali, cioè riuscire a fare delle azioni di riforma della Chiesa ‘a norme invariate’, e su questo ha ottenuto un grosso risultato. Questo Sinodo è stato infatti un luogo di confronto di opinioni, non fra ‘capi’ ma fra chiese, non di sensibilità dei singoli, ma di sensibilità delle chiese. Una seconda ragione è che questo Sinodo ha sollecitato tutti ad accettare un principio chiave del Concilio Vaticano II che è quello della cosiddetta ‘pastoralità’. I padri sinodali infatti hanno affrontato questioni concrete, non a partire dalla costruzione a tavolino di equilibri di tipo dottrinale, ma misurandosi con la cura pastorale concreta le cui ricadute non sono certo minori dell’aspetto dottrinale. Una terza ragione è che questo Sinodo ha rappresentato l’uscita da una difficile stagione del cattolicesimo romano, caratterizzata da ‘molto mugugno e poco pensiero’, cioè una certa resistenza a dire o far dire cose che non sono gradite o gradevoli a chi sta più in alto. In definitiva, è emerso con forza che la sinodalità della Chiesa non è un optional, ma parte integrante della sua esperienza e struttura, e che essa non serve a ridurre i conflitti ma a farli emergere e trasformarli in ingredienti di una maggiore comunione”.

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La bellezza dell’imperfezione

Paolo Tassinari, coordinatore dell’equipe “L’anello perduto”, servizio della diocesi di Fossano rivolto a separati, divorziati e risposati, ha scritto un articolo (pubblicato su La Fedeltà del 15 ottobre) per fare il punto sulla situazione dopo la prima settimana di lavori del Sinodo straordinario sulla famiglia, in svolgimento a Roma fino a domenica 19 ottobre. La riflessione, che pubblichiamo di seguito, si intitola “La bellezza dell’imperfezione”.

In questi giorni a Roma, si sta svolgendo la seconda fase di lavoro del Sinodo straordinario sulla Famiglia, alla luce dei dibattiti della settimana scorsa, che sono confluiti nella “Relatio post disceptationem”, un documento di sintesi presentato lunedì dal cardinale Peter Erdõ, relatore generale, alla presenza del Papa e dei 191 padri sinodali. I Vescovi sono ora riuniti nei “circuli minores”, cioè gruppi di lavoro linguistici, col compito di integrare questo documento, in vista della “relatio synodi” finale che verrà votata dai padri sinodali sabato prossimo, il giorno prima della conclusione dell’assise, alla quale farà seguito, nell’ottobre del 2015, un secondo Sinodo, questa volta ordinario, sempre sulla famiglia.

L’attesa per il completamento di questo itinerario offre uno spazio opportuno di riflessione sullo stile che emerge dal documento, e di approfondimento di qualcuno dei temi “caldi” affrontati dall’assemblea sinodale.

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Sinodo sulla famiglia, il nostro contributo

In vista del prossimo Sinodo dei vescovi dedicato alla famiglia anche l’Atrio dei Gentili, come moltissime realtà ecclesiali in tutto il mondo, ha deciso di offrire un suo contributo di riflessione, a partire dal Questionario contenuto nel documento preparatorio del Sinodo. Di seguito il documento elaborato dal Consiglio dell’Atrio dei Gentili dopo un confronto aperto.

Premessa
Prima di addentrarci in alcune questioni che le domande hanno suscitato, entrando in risonanza con temi cari alla nostra associazione, vogliamo esprimere un apprezzamento ed un disagio.
L’apprezzamento per il fatto che il popolo di Dio sia stato chiamato in causa direttamente: è di fatto una voce che arriva “dalla periferia” – per usare un termine caro a papa Francesco – e questa attenzione che arriva “dal centro” è una novità in stile squisitamente conciliare che ci consola.
Il disagio riguarda la sensazione che alla base del documento permanga una (inespressa, ma non per questo meno reale) questione identitaria: si punta l’attenzione su alcune posizioni e comportamenti che dovrebbero distinguerci dagli altri. Continua a leggere