Don Pino Ruggieri presenta “Chiesa sinodale”

Don Pino RuggieriSu iniziativa del Chiccodisenape e del Centro Studi Bruno Longo, venerdì 17 novembre alle ore 20.45, presso il Centro Studi Bruno Longo,in via Le Chiuse 14, a Torino, Morena Baldacci converserà con don Giuseppe Ruggieri a partire dal suo ultimo volume “Chiesa sinodale” (Laterza 2017, pp. 280, € 24). L’autore ha presentato il libro in una lunga intervista in due parti che si può leggere qui: 1ª parte, 2ª parte.

Per ulteriori informazioni e per conoscere meglio il coordinamento di gruppi di Torino che ha promosso l’incontro, visitate il sito di Chiccodisenape.

Due serate per ripensare il Sinodo sulla famiglia

Sinodo due serate cartolinaIl 19 ottobre scorso si è chiuso a Roma il Sinodo straordinario dei vescovi dedicato al tema della famiglia, affrontato nei suoi molteplici risvolti. Un documento finale, votato ad ampia maggioranza (salvo tre articoli) dai padri sinodali, ha raccolto la sintesi di quindici giorni di dibattiti franchi e anche “accesi”, come del resto aveva chiesto Papa Francesco nel discorso di apertura. Ora è il tempo della disseminazione: le varie diocesi del mondo, le comunità parrocchiali, i gruppi sono chiamati a discutere e a confrontarsi sui temi emersi, soprattutto a vivere il metodo sinodale (vedi intervista ad Alberto Melloni) in vista del Sinodo ordinario che si terrà nell’ottobre del prossimo anno.

La diocesi di Fossano ha raccolto l’invito con due serate dal titolo “Sinodo straordinario sulla famiglia un mese dopo: il dibattito e le prospettive” che si terranno presso la sala Barbero del Castello degli Acaja, a Fossano. A promuoverle sono l’equipe “L’anello perduto” (servizio diocesano rivolto a separati, divorziati e risposati), l’associazione culturale “L’Atrio dei gentili”, Sti-Issr e diocesi di Fossano. La serata di lunedì 24 novembre sarà dedicata a uno sguardo d’insieme: le sfide raccolte e quelle rimaste in sospeso, con un confronto a due voci, una più laica, quella di Chiara Saraceno, sociologa della famiglia, honorary fellow al Collegio “Carlo Alberto” di Moncalieri, e l’altra più ecclesiale, quella di Paolo Mirabella, docente di teologia presso l’Istituto universitario salesiano di Torino; martedì 25 novembre si metterà a fuoco un tema particolare affrontato al Sinodo dei vescovi, quello dei divorziati risposati, con tutte le implicazioni anche sacramentali della questione: interverrà Basilio Petrà, presidente dell’associazione teologica italiana per lo studio della morale, docente presso la Facoltà teologica dell’Italia centrale. Le serate sono ovviamente aperte a tutti.

“Ora la sinodalità della Chiesa non è più un optional”

melloni albertoL’agenzia Sir ha pubblicato una bella intervista allo storico Alberto Melloni (che più volte abbiamo invitato a Fossano), nell’ambito di una serie di riflessioni a conclusione del recente Sinodo straordinario dei vescovi sulla famiglia.

Terminati i lavori del Sinodo straordinario sulla famiglia, è tempo di sintesi e di prospettive per gettare luce sul cammino che porterà nel 2015 alla seconda e definitiva tappa del percorso sinodale. Abbiamo chiesto al prof. Alberto Melloni, ordinario di storia del cristianesimo nell’Università di Modena-Reggio Emilia e direttore della Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII di Bologna, un suo parere sull’evento Sinodo nel suo insieme.

Si è appena conclusa la prima tappa del Sinodo straordinario sulla famiglia. Che bilancio si sente di tracciarne in relazione alla Chiesa cattolica nel suo insieme?

“Sicuramente un bilancio molto positivo per diversi motivi. Il primo è che Papa Francesco ne ha fatto un esperimento tipico del suo modo di affrontare le questioni istituzionali, cioè riuscire a fare delle azioni di riforma della Chiesa ‘a norme invariate’, e su questo ha ottenuto un grosso risultato. Questo Sinodo è stato infatti un luogo di confronto di opinioni, non fra ‘capi’ ma fra chiese, non di sensibilità dei singoli, ma di sensibilità delle chiese. Una seconda ragione è che questo Sinodo ha sollecitato tutti ad accettare un principio chiave del Concilio Vaticano II che è quello della cosiddetta ‘pastoralità’. I padri sinodali infatti hanno affrontato questioni concrete, non a partire dalla costruzione a tavolino di equilibri di tipo dottrinale, ma misurandosi con la cura pastorale concreta le cui ricadute non sono certo minori dell’aspetto dottrinale. Una terza ragione è che questo Sinodo ha rappresentato l’uscita da una difficile stagione del cattolicesimo romano, caratterizzata da ‘molto mugugno e poco pensiero’, cioè una certa resistenza a dire o far dire cose che non sono gradite o gradevoli a chi sta più in alto. In definitiva, è emerso con forza che la sinodalità della Chiesa non è un optional, ma parte integrante della sua esperienza e struttura, e che essa non serve a ridurre i conflitti ma a farli emergere e trasformarli in ingredienti di una maggiore comunione”.

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