Il respiro corto delle chiese locali

marcello neriCredo sia facile percepire una certa fatica, all’interno delle Chiese locali, nell’approfittare degli spazi sempre più ampi che papa Francesco viene preparando loro passo dopo passo. E non penso qui a quelle diocesi in cui vescovi e fedeli non si sentono sintonici con le linee che lui va tracciando per un nuovo immaginario della fede e delle comunità cristiane. Anzi, penso proprio a quelle Chiese locali che sentono e vivono tutto ciò come una benedizione da lungo attesa.

Come se le possibilità improvvisamente apertesi davanti a noi ci avessero lasciato senza fiato, quasi impauriti di non poter delegare più le responsabilità della fede, oppure di poterci trincerare dietro la scusa di un apparato ecclesiastico che rema compatto in direzioni opposte… Continua a leggere

Marcello Neri, SettimanaNews, 14 settembre 2017

«Anch’io avrei potuto essere tra gli ‘scartati’ di oggi»

 

“La vita non è tempo che passa, ma tempo di incontro”. Lo dice il Papa, in un contributo video – della durata di 18 minuti – inviato a “Ted 2017”, in corso a Vancouver, in Canada, sul tema: “The future you”. “Incontrando o ascoltando ammalati che soffrono, migranti che affrontano tremende difficoltà in cerca di un futuro migliore, carcerati che portano l’inferno nel proprio cuore, persone, specialmente giovani, che non hanno lavoro, mi accompagna spesso una domanda: ‘Perché loro e non io?’”, esordisce Francesco. “Anch’io sono nato in una famiglia di migranti: mio papà, i miei nonni, come tanti altri italiani, sono partiti per l’Argentina e hanno conosciuto la sorte di chi resta senza nulla”, ricorda il Papa: “Anch’io avrei potuto essere tra gli ‘scartati’ di oggi. Perciò nel mio cuore rimane sempre quella domanda: Perché loro e non io?” (dal Sir).

Sul sito Vatican Insider de La Stampa trovate una sintesi del contributo a firma di Andrea Tornielli.

 

Don Milani, un prete che amava la Chiesa, come papa Francesco

In occasione dell’uscita dell’opera omnia del prete di Barbiana (Meridiani Mondadori), presentata domenica 23 aprile a Milano, la “recensione” è stata curata da un personaggio d’eccezione, Papa Francesco. Ecco il videomessaggio del suo intervento, 10 minuti assolutamente da ascoltare!

Inoltre, in questa pagina web si trova l’intervista del Sir ad Alberto Melloni, curatore dell’opera Omnia di don Lorenzo Milani.

La testimonianza del vangelo al tempo di Papa Francesco, le relazioni

Seminario Pra d Mill 07_2016Pubblichiamo le relazioni del seminario di studio tenuto dall’Atrio dei Gentili presso il monastero Dominus tecum di Pra d’ Mill (8-10 luglio 2016) sul tema: “La testimonianza del Vangelo al tempo di Papa Francesco”.

  1. Relazione introduttiva, in due parti, di  Stella Morra (teologa): 01_relazione Morra_01 e 02_relazione Morra_02
  2. Tavola rotonda di esperienze, con Irma Salvagno (Atrio dei Gentili), Sara Nannini (Mlal) e padre Zeno (Monastero “Dominus Tecum”): 03_tavola rotonda esperienze
  3. Relazioni Nadia Lambiase (presidente Associazione Pop Economix) e Fabrizio Gambini (psichiatra e psicoterapeuta): 05_relazioni Lambiase e Gambini. Le due relazioni sono disponibili anche in pdf: Tacere l’amore – GambiniEconomia è cura – Lambiase
  4. Relazione Marcello Neri (teologo): 07_Relazione Neri
  5. Lectio divina di Stella Morra (teologa): 09_lectio divina Morra

La testimonianza del vangelo al tempo di Papa Francesco

Cari amici,

siete invitati all’annuale seminario estivo di studio organizzato dall’Atrio dei Gentili sul tema: “La testimonianza del vangelo al tempo di papa Francesco”. Il seminario si terrà a Pra ‘d Mill (Bagnolo P.te), presso il Monastero “Dominus Tecum”, dalle ore 9 di venerdì 8 luglio al pranzo di domenica 10 luglio.

Il cambiamento di paradigma che sta diventando esplicito nell’esperienza cristiana, da un lato raccogliendo e riconoscendo i cambiamenti e i disagi che già sono attivi nelle pratiche concrete della fede, e dall’altro trovando parole e gesti nel modo in cui papa Francesco sta interpretando il ruolo di Vescovo di Roma e romano Pontefice, non può non avere conseguenze sui temi chiave con cui comprendiamo l’esperienza della fede. La testimonianza è uno di questi, ovviamente: nei fatti tema “schiacciato” tra la riduzione del cristianesimo ad atto puramente individuale e interiore (con una testimonianza letta come puro sforzo personale di coerenza) e la paura di una testimonianza sempre tacciabile di fondamentalismo (a vari livelli), come esperienza di chi ha (o pretende di avere) tutte le risposte su “come si dovrebbe vivere”, esso è oggi anche e di nuovo potentemente misurato con luoghi e situazioni in cui la testimonianza cristiana diventa martirio ed effusione del sangue.

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Il “Santo Popolo di Dio” come orizzonte

papa discorsoLa recente lettera di papa Francesco al card. Marc Ouellet (in fondo trovate un’ampia sintesi in formato pdf), in quanto presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina (datata 19 marzo, ma resa pubblica il 26 aprile) è l’ennesimo testo di questo papa che può essere liquidato con facili considerazioni (riguarda solo un continente, l’America Latina appunto; è un breve testo non sistematico dato che si sa che questo papa non è teologo; e così via…); oppure si può prenderla sul serio, come stimolo che un pastore “non-qualsiasi”, il Vescovo di Roma, offre alle chiese, avendo probabilmente in mente una pluralità di riferimenti che vanno ben oltre l’occasione che ha generato il testo. A questa seconda ipotesi spinge anche il fatto che il testo contiene significative autocitazioni da “Evangelii Gaudium”, quasi a richiamare appunto un orizzonte più largo e universale. E quando si riferisce a una esperienza specifica dell’America latina (la così detta “pastorale popolare”) ne riferisce la definizione non a documenti del Celam (Conferenze episcopali latino americane), ma all’ “Evangeli Nuntiandi” di Paolo VI…

A noi sembra che questa lettera, tutt’altro che di occasione, segni un passaggio fondamentale nel cammino che il Vescovo di Roma sembra aver intrapreso con assoluta determinazione: una recezione del Concilio Vaticano II che superi l’assunzione “materiale” della parole e dei concetti e ne assuma invece ben più radicalmente la forma in pienezza.

La questione è tutta nelle prime righe: assumere come orizzonte di riferimento il Santo Popolo fedele di Dio. È questo il punto di vista, la logica interpretativa, il centro e il soggetto chiave di ogni pensiero e parola sulla chiesa. E questo poiché “guardare al Popolo di Dio è ricordare che tutti facciamo il nostro ingresso nella Chiesa come laici”. È la vita ordinaria la vera materia della fede, la vita così come è, e tutto ciò che facciamo (pastorale, servizi, organizzazioni, ministeri…) è a servizio del fatto che questa vita fiorisca tra le mani di Dio per tutti.

Così non stupisce che il vero pericolo sia individuato nel clericalismo, anche quello dei laici (“Senza rendercene conto, abbiamo generato una élite laicale credendo che sono laici impegnati solo quelli che lavorano in cose “dei preti”, e abbiamo dimenticato, trascurandolo, il credente che molte volte brucia la sua speranza nella lotta quotidiana per vivere la fede”) e che si trovino affermazioni che possono sembrarci fin troppo forti (“Non è mai il pastore a dover dire al laico quello che deve fare e dire, lui lo sa tanto e meglio di noi. Non è il pastore a dover stabilire quello che i fedeli devono dire nei diversi ambiti”).

Noi, i laici, saremo in grado di “sentire cum Ecclesiam” nel raccogliere questa sfida e insieme ai nostri pastori servire il Regno di Dio?

Stella Morra

Lettera a Marc Ouellet

A Fossano due serate per ripensare la Laudato Si’

laudato si enciclicaPubblicata nove mesi fa, ha destato un’enorme attenzione e ha avuto una grande risonanza a livello mondiale, ben oltre i confini della Chiesa cattolica. Stiamo parlando della Laudato Si’ di Papa Francesco. L’Enciclica si presenta come un vero e proprio manifesto-appello a 360° per “unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale”, a partire dalle “drammatiche conseguenze del degrado ambientale nella vita dei più poveri del mondo”. Sono loro gli “esclusi del pianeta”, miliardi di persone vittime della “cultura dello scarto”.

Per aiutare a riflettere su questo importante documento, l’associazione culturale “L’Atrio dei gentili” e la diocesi di Fossano, con il contributo della Fondazione Crf, propongono due incontri, dal titolo “Laudato si’ per sora nostra matre terra – L’ Enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune”.

Nella prima serata, venerdì 8 aprile, alle 20,45 presso l’aula magna dell’Istituto “Vallauri” (via San Michele 68) interverrà Carlo Petrini, presidente e fondatore di Slow food, che proverà a leggere e interpretare l’Enciclica da un punto di vista laico: tema della serata “Terra, ambiente, società”.

Nella seconda serata, giovedì 21 aprile, alle 20,45 presso l’aula magna del Seminario interdiocesano (viale Mellano 1) Roberto Repole, presidente dei teologi italiani, evidenzierà le coordinate di fondo dell’Enciclica: tema della serata “La Laudato si’. Una lettura teologica”.

L’ingresso è libero e tutti coloro che hanno a cuore la “casa comune” in cui abitiamo sono invitati a partecipare.

serate Laudato Si’ – locandina