Seconda serata sulla vita ai tempi del terrorismo: come disarmare la paura?

Sarà Claudio Arnetoli, psicoanalista, segretario scientifico del Centro torinese di psicoanalisi, a tenere la seconda riflessione su “La vita ai tempi del terrorismo”, iniziativa promossa dalla nostra associazione, in collaborazione con la diocesi di Fossano e con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Fossano. L’incontro si inserisce nella Settimana contro il razzismo promossa dal Comune di Fossano e progettomondo.mlal. L’appuntamento (a ingresso libero) è per giovedì 22 marzo (ore 20,45) presso l’aula magna dell’Istituto “Vallauri” (in via San Michele 68), a Fossano, ed ha per titolo: “Disarmare la paura: la fiducia e il coraggio”. Arnetoli proverà a rispondere a due domande: che cosa spinge persone nate e vissute qui, spesso anche ben integrate, a sacrificarsi in nome del “Jihad”? E come possiamo, noi, vivere senza farci sconfiggere dalla paura nella nostra vita e nelle scelte quotidiane?

L’epoca del terrorismo “liquido” (la registrazione)

CHI HA PAURA DI TARIQ RAMADAN

Giovedì 22 febbraio si è svolto a Fossano il primo incontro dell’iniziativa “La vita ai tempi del terrorismo” promossa da L’Atrio dei Gentili, in collaborazione con la Diocesi di Fossano e il contributo della Fondazione CRF. Relatore Paolo Branca, docente all’Università Cattolica di Milano e uno dei maggiori esperti di Islam in Italia, autore di saggi ed interventi sul rapporto tra Islam e Occidente.

(di seguito l’audio della conferenza, in due parti)

  1. La relazione 
  2. Il dibattito 

(scarica i file mp3: 1_relazione, 2_dibattito)

L’incontro inizia con un’immersione nella realtà che vede i musulmani essere un miliardo e mezzo di persone al mondo di cui solo il 20% di arabi, in cima alla lista di nazioni come l’Indonesia, poi Pakistan, Bangladesh, India e infine l’Egitto con 100 milioni. Non si può semplificare. Ma nemmeno dimenticare che l’Occidente deve all’Islam l’aver riscoperto la cultura greca durante il periodo in cui l’umanesimo islamico era contemporaneo al nostro medioevo. Basta citare Avicenna, il cui trattato medico fu seguito in Europa fino a ‘700, o Averroè e con loro tutta la nostra scienza. Mentre la cultura islamica era al picco e il suo impero si estendeva dal Marocco all’estremo dell’Asia e poi lentamente decadde ad iniziare dalle invasioni mongole, l’Occidente usciva dal Medioevo e sarebbe risalito con l’umanesimo e poi l’illuminismo.

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L’epoca del “terrorismo liquido”, giovedì 22 febbraio c’è Paolo Branca

La vita ai tempi del Terrorismo locandinaDopo la sconfitta sul campo in Iraq e Siria, i terroristi dell’Isis hanno abbandonato, almeno per ora, l’obiettivo di costruire uno stato islamico. Contemporaneamente sta mutando la tipologia degli attacchi terroristici: siamo di fronte ad un terrorismo più mobile, sfuggente, che vede protagonisti piccoli nuclei o singoli già presenti nei vari paesi europei che si radicalizzano rapidamente e attaccano. Oppure a combattenti (i cosiddetti “foreign fighters”) che dopo la disfatta a Mosul o Raqqa tornano a casa decisi a colpire l’Occidente. Per uccidere e provocare il terrore non si fanno saltare in aria, non usano più (o non esclusivamente) bombe, ma camion, furgoni, automobili… Mezzi insomma più tradizionali, alla portata di tutti e dunque più difficili da contrastare. È ciò che alcuni commentatori (rifacendosi alla celebre definizione della società coniata dal sociologo Zygmunt Bauman) definiscono “terrorismo liquido”. Meno prevedibile, più difficile da combattere e quindi capace di far crescere ancora il livello di paura, soprattutto nelle società occidentali.

A questa complessa situazione e alle conseguenze sulla vita quotidiana delle persone sono dedicate due serate di approfondimento (più un pomeriggio ancora da definire) dal titolo “La vita ai tempi del terrorismo. Dopo la sconfitta dell’Isis sul territorio mediorientale, cosa possiamo attenderci in Europa e in Italia?”. A promuoverle è l’associazione culturale “L’Atrio dei Gentili”, in collaborazione con la diocesi di Fossano e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano.

Il primo incontro si svolgerà giovedì 22 febbraio (ore 20,45) presso l’aula magna dell’Istituto “Vallauri” (in via San Michele 68), a Fossano ed ha per titolo: “L’epoca del terrorismo liquido: cos’è? Come funziona?”. Protagonista di questa prima serata è Paolo Branca, professore di Islamistica all’Università Cattolica di Milano, uno dei maggiori esperti di Islam in Italia, autore di libri e studi sui volti dell’Islam contemporaneo, sui musulmani in Europa e sul loro rapporto con l’Occidente, sul terrorismo jihadista… Il tema della serata è quello dei nuovi scenari del terrorismo fondamentalista, alla luce della (totale?) sconfitta dell’Isis sul territorio mediorientale e dopo gli ultimi attentati in Europa e in altri paesi, provando a rispondere ad alcune domande: dove sta andando l’Isis? Qual è la situazione europea e, in particolare, quella italiana? Cosa possiamo attenderci? Modera l’incontro Carlo Barolo, vice-direttore del settimanale “La Fedeltà”. L’ingresso è libero.

Il secondo incontro si terrà un mese dopo, giovedì 22 marzo (alle 20,45), sempre nell’aula magna del “Vallauri”. Il tema affrontato sarà: “Disarmare la paura: la fiducia e il coraggio”, interverrà Claudio Arnetoli, psicoanalista, Segretario scientifico del Centro torinese di psicanalisi. Al centro della serata due domande: che cosa spinge persone nate e vissute qui, spesso anche ben integrate, a sacrificarsi in nome del “Jihad”? E come possiamo, noi, vivere senza farci sconfiggere dalla paura nella nostra vita e nelle scelte quotidiane?

Infine (in data ancora da stabilire) un sabato pomeriggio sarà dedicato a riprendere queste riflessioni e portarle a misura di famiglia: un esperto rifletterà insieme ai genitori sulle modalità per aiutare i bambini a comprendere questa situazione, mentre i bambini stessi saranno protagonisti di un laboratorio col medesimo obiettivo, guidati, anche qui, da personale esperto.

Isis, le radici storiche e le sfide contemporanee

Parsi 01Venerdì scorso, a Fossano, si è svolto presso l’Istituto superiore “Vallauri” un incontro dal titolo: “Isis-Occidente: una nuova mappa del potere sulle (altre) sponde del Mediterraneo”, organizzato da L’Atrio dei Gentili con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano. Il relatore era Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni Internazionali presso la Cattolica di Milano e parte del gruppo di riflessione strategica del Ministero degli Affari Esteri, che, da esperto, ha iniziato ricordando che l’ascesa dell’Isis (o IS, o Daesh) è un fenomeno recente ed inquietante, ma impossibile da capire se non nel contesto storico politico da cui è nato.

(di seguito l’audio della conferenza)

 

Per questo l’intervento è andato a descrivere il panorama storico del Medio Oriente a partire dalla dissoluzione dell’Impero Ottomano durante la Prima Guerra Mondiale, quando l’Inghilterra e la Francia che si spartirono il territorio nel trovare un appoggio, che poi fu determinante, con la sollevazione degli arabi verso gli Ottomani (ricordate Lawrence di Arabia?). L’operazione riesce, ma gli stati nascenti hanno confini arbitrari, poi le promesse dell’accordo di Balfour verso gli ebrei sionisti nella creazione di uno stato Israeliano, poi sfociate nella diaspora palestinese ed il Libano vittima di una guerra civile. Insomma un provvisorio che come accade spesso durerà, oggi in crisi.

Il relatore ha poi ridimensionato il ruolo della divisione religiosa tra Sciti e Sunniti, esistente dai tempi del Profeta, fonte di conflitti, ma per secoli di convivenza, solo ora usata come arma per dividere. Ha poi ricordato i tanti tentativi frustati di egemonia in nome di un pan-arabismo, dal maggiore quello di Nasser degli anni ’50-60, poi successivamente di Saddam Hussein e infine della rivoluzione Khomeinista degli anni ’80, con la crisi degli ostaggi americani, fino all’embargo per impedire un escalation nucleare. Più di recente l’invasione di Saddam del Kuwait, l’11 settembre e le guerre successive.

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