Dialogo tra associazioni per favorire integrazione e inclusione

fami_cultura e inclusione

In un tempo in cui si guarda con sospetto a qualsiasi persona che abbia un colore della pelle diverso dal nostro o un accento straniero, c’è chi cerca di andare controcorrente. Provando a dialogare, a confrontarsi, a mettersi in ascolto dell’altro.

Le Acli piemontesi e provinciali, la Pastorale sociale e del lavoro delle due diocesi, in collaborazione con l’associazione culturale “Atrio dei Gentili” di Fossano e la Caritas diocesana, organizzano una tavola rotonda sul tema “Fare cultura e inclusione – Dialogo tra associazioni”. L’incontro si svolge lunedì 29 ottobre, dalle 18 alle 20, nell’Aula magna del Seminario interdiocesano, viale Mellano  1, a Fossano. L’invito a partecipare è esteso a tutti, credenti e non credenti.

Nella prima parte intervengono un rappresentante dell’associazione “Atrio dei Gentili” di Fossano, il responsabile del Centro culturale islamico di Cuneo, Gigi Garelli dell’associazione “Orizzonti di Pace” di Cuneo e un membro del Museo social club di Fossano. La seconda parte è dedicata al dialogo e al confronto con il pubblico.

Una bella occasione per celebrare la 17ª Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico (che cade il 27 ottobre) e in generale per promuovere alcune delle condizioni (come il confronto e la conoscenza reciproca) che aiutano a prevenire le discriminazioni razziali.

L’incontro si inserisce nel progetto Fami (Fondo Asilo, migrazione e integrazione), di cui è capofila la regione Piemonte, che ha l’obiettivo di rafforzare e sviluppare l’associazionismo immigrato, di far sorgere reti locali per l’integrazione di cittadini di Paesi terzi, di promuovere la partecipazione dei migranti e delle loro associazioni nei processi sociali di inclusione e nelle politiche di integrazione.

Conclude don Flavio Luciano, responsabile della Pastorale sociale e del lavoro delle due diocesi: “Far dialogare insieme associazioni culturali diverse che si aprono con coraggio e umiltà al dialogo tra le fedi e con l’altro (immigrato e non) ci sembra opportuno e importante in questo periodo”.