Conversazione con Papa Francesco

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Se non l’avete ancora fatto, vi consiglio di leggere la bella conversazione-intervista con Papa Francesco pubblicata dalla Civiltà Cattolica: attraverso un stile semplice, colloquiale, ma profondo, emergono con forza la sua personalità e tutti i temi che hanno caratterizzato questi primi sei mesi di Pontificato. Il testo in pdf: Intervista papa Francesco – Civ Catt

Decifrare il nuovo…

Papa messa crismale 2013A proposito della commissione di cardinali creata da papa Francesco, Stella Morra offre questa riflessione.

Faccio il teologo, di professione, ho studiato e studio le complesse dinamiche delle forme che l’esperienza cristiana ha preso e prende nella storia, cerco di decifrare e di estorcere significati e conseguenze a gesti e parole che sono sempre e solo la punta dell’iceberg di mondi interiori e di quella trascendenza che (fortunatamente) sfugge sempre ad ogni nostra volontà di possesso. E sono spesso nella difficoltà di rendere “in modo semplice” fenomeni così densi e complessi, dato che bisogna essere davvero bravi per farsi capire da tutti e non perdere precisione e fondatezza.
Così sono spesso sconcertata da una certa superficialità con cui i fenomeni religiosi vengono interpretati, con categorie politiche o sociali, in fretta, senza la competenza necessaria: legittimo, ognuno può dire la sua e ha diritto di usare i criteri che crede, ma mi spiace vedere la ricchezza del nuovo (e dell’antico) persa in una chiacchera da bar (e purtroppo non vale solo per le questioni religiose….!).
Così mi sembra una piccola e innocente “vendetta” il comportamento di papa Francesco, che ci mette continuamente di fronte a piccole e grandi cose che ci spiazzano e spezzano le griglie interpretative scontate, che costringono anche i più disattenti ad andare a controllare la storia e a interpretare le regole e le parole… anche i più disattenti sono nell’impossibilità di ridurre tutto a categorie polari come conservatore/progressista e così via.
La Chiesa cattolica sta attraversando un tempo di grande transizione, iniziato almeno 50 anni fa con il Concilio Vaticano II che si è proposto il grande compito dell’aggiornamento, dato che  “altra cosa è infatti il deposito stesso della fede, vale a dire le verità contenute nella nostra dottrina, e altra cosa è la forma con cui quelle vengono enunciate, conservando ad esse tuttavia lo stesso senso e la stessa portata. Bisognerà attribuire molta importanza a questa forma e, se necessario, bisognerà insistere con pazienza nella sua elaborazione”. (GIOVANNI XXIII, Gaudet Mater Ecclesia, 11 ottobre 1962, 55*).

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Cerco una Chiesa, non un pastore perfetto…

Francesco I 02Le reazioni all’elezione di Francesco I sono comprensibilmente variegate, amplificate, ideologiche o meno… ognuno ha il diritto (e forse il dovere) di dire e condividere ciò che pensa. Le carte sono state sparigliate, e non poco, le novità simboliche e reali sono molte, l’attesa è crescente e molti tra coloro con cui condivido pensieri e parole non hanno ancora il coraggio di essere contenti, temendo l’ennesima delusione.
Personalmente ho solo due pensieri, per ora, piccoli e frammentari. Il primo è che non mi aspetto un pastore perfetto, in cui poi “perfezione” spesso coincide con “d’accordo con me su tutto”. E non per cinismo o disincanto. Piuttosto perché temo i risolutori definitivi e perché mi hanno insegnato da piccola che la chiesa non la fa nessuno da solo, neppure il papa (oh, scusate: il vescovo di Roma, chiesa che presiede nella carità). I pastori, a tutti i livelli, dovrebbero fare ciò che devono per servire la fede del loro popolo, e lo fanno come sono, come persone; il popolo dovrebbe fare ed essere ciò che deve, nella propria responsabilità battesimale, senza aspettarsi sempre una benedizione per le proprie scelte. Vescovi e popolo insieme imparano gli uni dagli altri, si correggono gli uni gli altri e cercano di servire tutti, specialmente i poveri.
A me sta a cuore la causa delle donne, mie sorelle; e forse (da ciò che sappiamo per ora) non altrettanto o non nello stesso modo sta a cuore a Francesco I: ma se le donne gli parleranno e lui ascolterà, se lui ci parlerà e noi lo ascolteremo, impareremo. Sta a noi, donne credenti, essere per lui la voce di tutte le donne. Una voce affettuosa e insieme insistente, senza sconti perché affettuosa.
Ma per questo servono condizioni previe (ed è il secondo pensiero): ritornare ad una fiducia e credibilità reciproca, non annegare nel “retropensiero”, ritrovare i fondamentali della chiesa in questo tempo (misericordia e larghezza di cuore, sobrietà riconoscibile, rispetto e cura per i poveri, riconoscimento della reciproca soggettività battesimale, fiducia nella realizzazione delle istanze di Vaticano II, pazienza e tempo di credito reciproco). Ci sarà dato? Francesco I ce lo darà? E noi sapremo concederlo a lui? Questo non lo possiamo ancora sapere.
A lui spetta donarci queste condizioni nelle scelte, anche pubbliche, che farà; per ora ha dato segnali chiari: ha chiesto reciprocità, ha mostrato in sè e chiesto ai cardinali e al suo popolo argentino sobrietà, ha rigirato l’altare della Sistina secondo la riforma liturgica… Solo captatio benevolentiae mediatica? Personalmente non credo, e sono più propensa a pensare che siano gesti voluti perché tutti li possano leggere, perché anche le persone meno intellettuali si sentano a casa, accolte, con le preghiere essenziali, con il nome di un santo che tutti amano, fuori e dentro la chiesa, con la differenza chiara e non teorica tra una croce d’oro e pietre preziose e una di ferro.
Concediamo credito a questo pastore e diamogli tempo, chiediamogli credito e tempo. Voglio una chiesa che sia tale, che cerchi di essere la chiesa del Signore, non un pastore perfetto.

Stella Morra

Un nome, un programma

Papa Francesco I

Habemus Papam: è l’argentino Jorge Mario Bertoglio, il primo pontefice che osa il nome di Francesco. Il suo volto e le sue parole hanno fatto il giro del mondo in pochissimi minuti e sono ritornati indietro sotto forma di articoli, commenti, dibattiti, analisi… Raccogliamo e segnaliamo alcuni spunti che ci paiono interessanti.