L’epoca del “terrorismo liquido”, giovedì 22 febbraio c’è Paolo Branca

La vita ai tempi del Terrorismo locandinaDopo la sconfitta sul campo in Iraq e Siria, i terroristi dell’Isis hanno abbandonato, almeno per ora, l’obiettivo di costruire uno stato islamico. Contemporaneamente sta mutando la tipologia degli attacchi terroristici: siamo di fronte ad un terrorismo più mobile, sfuggente, che vede protagonisti piccoli nuclei o singoli già presenti nei vari paesi europei che si radicalizzano rapidamente e attaccano. Oppure a combattenti (i cosiddetti “foreign fighters”) che dopo la disfatta a Mosul o Raqqa tornano a casa decisi a colpire l’Occidente. Per uccidere e provocare il terrore non si fanno saltare in aria, non usano più (o non esclusivamente) bombe, ma camion, furgoni, automobili… Mezzi insomma più tradizionali, alla portata di tutti e dunque più difficili da contrastare. È ciò che alcuni commentatori (rifacendosi alla celebre definizione della società coniata dal sociologo Zygmunt Bauman) definiscono “terrorismo liquido”. Meno prevedibile, più difficile da combattere e quindi capace di far crescere ancora il livello di paura, soprattutto nelle società occidentali.

A questa complessa situazione e alle conseguenze sulla vita quotidiana delle persone sono dedicate due serate di approfondimento (più un pomeriggio ancora da definire) dal titolo “La vita ai tempi del terrorismo. Dopo la sconfitta dell’Isis sul territorio mediorientale, cosa possiamo attenderci in Europa e in Italia?”. A promuoverle è l’associazione culturale “L’Atrio dei Gentili”, in collaborazione con la diocesi di Fossano e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano.

Il primo incontro si svolgerà giovedì 22 febbraio (ore 20,45) presso l’aula magna dell’Istituto “Vallauri” (in via San Michele 68), a Fossano ed ha per titolo: “L’epoca del terrorismo liquido: cos’è? Come funziona?”. Protagonista di questa prima serata è Paolo Branca, professore di Islamistica all’Università Cattolica di Milano, uno dei maggiori esperti di Islam in Italia, autore di libri e studi sui volti dell’Islam contemporaneo, sui musulmani in Europa e sul loro rapporto con l’Occidente, sul terrorismo jihadista… Il tema della serata è quello dei nuovi scenari del terrorismo fondamentalista, alla luce della (totale?) sconfitta dell’Isis sul territorio mediorientale e dopo gli ultimi attentati in Europa e in altri paesi, provando a rispondere ad alcune domande: dove sta andando l’Isis? Qual è la situazione europea e, in particolare, quella italiana? Cosa possiamo attenderci? Modera l’incontro Carlo Barolo, vice-direttore del settimanale “La Fedeltà”. L’ingresso è libero.

Il secondo incontro si terrà un mese dopo, giovedì 22 marzo (alle 20,45), sempre nell’aula magna del “Vallauri”. Il tema affrontato sarà: “Disarmare la paura: la fiducia e il coraggio”, interverrà Claudio Arnetoli, psicoanalista, Segretario scientifico del Centro torinese di psicanalisi. Al centro della serata due domande: che cosa spinge persone nate e vissute qui, spesso anche ben integrate, a sacrificarsi in nome del “Jihad”? E come possiamo, noi, vivere senza farci sconfiggere dalla paura nella nostra vita e nelle scelte quotidiane?

Infine (in data ancora da stabilire) un sabato pomeriggio sarà dedicato a riprendere queste riflessioni e portarle a misura di famiglia: un esperto rifletterà insieme ai genitori sulle modalità per aiutare i bambini a comprendere questa situazione, mentre i bambini stessi saranno protagonisti di un laboratorio col medesimo obiettivo, guidati, anche qui, da personale esperto.

Isis, le radici storiche e le sfide contemporanee

Parsi 01Venerdì scorso, a Fossano, si è svolto presso l’Istituto superiore “Vallauri” un incontro dal titolo: “Isis-Occidente: una nuova mappa del potere sulle (altre) sponde del Mediterraneo”, organizzato da L’Atrio dei Gentili con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano. Il relatore era Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni Internazionali presso la Cattolica di Milano e parte del gruppo di riflessione strategica del Ministero degli Affari Esteri, che, da esperto, ha iniziato ricordando che l’ascesa dell’Isis (o IS, o Daesh) è un fenomeno recente ed inquietante, ma impossibile da capire se non nel contesto storico politico da cui è nato.

(di seguito l’audio della conferenza)

 

Per questo l’intervento è andato a descrivere il panorama storico del Medio Oriente a partire dalla dissoluzione dell’Impero Ottomano durante la Prima Guerra Mondiale, quando l’Inghilterra e la Francia che si spartirono il territorio nel trovare un appoggio, che poi fu determinante, con la sollevazione degli arabi verso gli Ottomani (ricordate Lawrence di Arabia?). L’operazione riesce, ma gli stati nascenti hanno confini arbitrari, poi le promesse dell’accordo di Balfour verso gli ebrei sionisti nella creazione di uno stato Israeliano, poi sfociate nella diaspora palestinese ed il Libano vittima di una guerra civile. Insomma un provvisorio che come accade spesso durerà, oggi in crisi.

Il relatore ha poi ridimensionato il ruolo della divisione religiosa tra Sciti e Sunniti, esistente dai tempi del Profeta, fonte di conflitti, ma per secoli di convivenza, solo ora usata come arma per dividere. Ha poi ricordato i tanti tentativi frustati di egemonia in nome di un pan-arabismo, dal maggiore quello di Nasser degli anni ’50-60, poi successivamente di Saddam Hussein e infine della rivoluzione Khomeinista degli anni ’80, con la crisi degli ostaggi americani, fino all’embargo per impedire un escalation nucleare. Più di recente l’invasione di Saddam del Kuwait, l’11 settembre e le guerre successive.

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Isis, Occidente, Medio Oriente: incontro a Fossano con uno dei massimi esperti di geopolitica

Parsi Vittorio EmanueleLe immagini drammatiche dell’esodo massiccio di profughi che dal Medio Oriente e dall’Africa tentano di raggiungere l’Europa via terra attraverso la rotta balcanica o via mare attraverso il Mediterraneo hanno avuto un forte impatto sui cittadini e sulle cancellerie dell’Unione europea. Se rifacciamo al contrario il cammino di queste masse (di cui solo una minoranza è giunta finora in Europa perché la maggior parte è ancora in Libano e Giordania) risulta evidente che all’origine dei flussi c’è una situazione di destabilizzazione e di guerra che caratterizza alcuni paesi collocati a est e a sud del Mediterraneo. Tra i protagonisti di questo “caos geopolitico” vi è certamente l’Isis, l’autoproclamato stato islamico dell’Iraq e della Siria, che, impostosi all’attenzione del mondo nel corso del 2014, di fatto ha cambiato i confini del Medio Oriente, è presente in Libia e mira in prospettiva a destabilizzare l’Egitto.

A questo complesso scenario è dedicata la serata di approfondimento che vedrà la presenza a Fossano di Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni internazionali all’Università Cattolica di Milano, uno dei massimi esperti italiani di geopolitica, editorialista del “Sole 24 ore”, volto noto anche al pubblico televisivo per la sua partecipazione a trasmissioni di approfondimento sulla politica internazionale. A promuoverla è l’associazione culturale “L’Atrio dei Gentili”, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano.

L’incontro si svolgerà venerdì 2 ottobre (ore 20,45) presso l’aula magna dell’Istituto “Vallauri” (in via San Michele 68), a Fossano ed ha per titolo: “Isis – Occidente: una nuova mappa del potere sulle (altre) sponde del Mediterraneo?”. Modera l’incontro Carlo Barolo, vice-direttore del settimanale “La Fedeltà”. L’ingresso è libero.

Nel novembre dello scorso anno l’Atrio dei Gentili aveva organizzato una serata sulla situazione del Medio Oriente con mons. Giorgio Lingua (allora Nunzio apostolico in Iraq e Giordania), che offrì una testimonianza in prima persona, con particolare riferimento al dramma dei cristiani sfollati dal nord dell’Iraq a seguito dell’avanzata dei jihadisti dell’Isis durante l’estate del 2014.

L’incontro con Parsi è il seguito ideale di quell’affollatissima serata, con l’obiettivo di allargare lo sguardo e di offrire una lettura geopolitica ad una complessa galassia di questioni: le tecniche, le strategie, le risorse, gli obiettivi dell’Isis; il rapporto con Occidente e i paesi di religione musulmana (sunniti e sciiti); le prospettive di un contenimento (da parte di chi e con quali mezzi?) alla capacità espansiva dell’Isis e dei gruppi radicali collaterali; la politica europea nel bacino del Mediterraneo, l’avanzamento dell’Isis in Libia, la debolezza della politica internazionale…

“Non bisogna mai disperare della pace, se si costruisce la giustizia”

ceci n'est pas une religion

Ai cattolici di Parigi

Parigi, 10 gennaio 2015

Il nostro Paese, la nostra città di Parigi in particolare, sono stati questa settimana teatro di violenze e di barbarie senza precedenti. Da molti anni, per noi, la guerra, la morte era sempre altrove, anche se in quel periodo, soldati francesi erano impegnati in diversi Paesi per cercare di portare un po’ di pace. Alcuni l’hanno pagato con la loro vita.

Ma la morte violenta si è autoinvitata all’improvviso. In Francia e ben oltre i nostri confini, tutti sono sotto choc. La maggior parte dei nostri concittadini hanno vissuto questa situazione come un appello a riscoprire un certo numero di valori fondamentali della nostra Repubblica, come la libertà di religione o la libertà di opinione. Gli assembramenti spontanei di questi ultimi giorni sono stati caratterizzati da un grande raccoglimento, senza manifestazione di odio né di violenza. La tristezza del lutto e la convinzione che noi abbiamo qualcosa da difendere insieme uniscono i francesi.

Una caricatura, anche di cattivo gusto, una critica anche gravemente ingiusta, non possono essere messe sullo stesso piano di un omicidio. La libertà di stampa è, a qualunque costo, il segno di una società matura. Che uomini nati nel nostro Paese, nostri concittadini, possano pensare che la sola risposta giusta ad uno scherno o ad un insulto sia la morte dei loro autori, mette la nostra società davanti a gravi interrogativi. Che ebrei francesi paghino ancora una volta un tributo ai turbamenti che agitano la nostra comunità nazionale, raddoppia ancora la loro gravità. Noi rendiamo anche omaggio ai poliziotti morti nell’esercitare fino in fondo il loro servizio.

Invito i cattolici di Parigi a pregare il Signore per le vittime dei terroristi, per i loro coniugi, per i loro figli e le loro famiglie. Preghiamo anche per il nostro Paese: che la moderazione, la temperanza e la padronanza di sé di cui abbiamo dato prova finora siano confermate nelle settimane e nei mesi che verranno; che nessuno ceda al panico o all’odio; che nessuno ceda alla semplificazione di identificare alcuni fanatici con una religione intera. E preghiamo anche per i terroristi, affinché scoprano la verità del giudizio di Dio.

Domandiamo la grazia di essere artigiani di pace. Non bisogna mai disperare della pace, se si costruisce la giustizia.

+ Cardinale André VINGT-TROIS
Arcivescovo di Parigi

 

NB – La vignetta è stata pubblicata dall’associazione dei giovani musulmani di Francia