Ci salverà la fede dei semplici

Credere Stella_MorraL’ultimo numero del neonato settimanale dei Paolini “Credere” dedica a Stella Morra un ampio servizio nelle pagine centrali, a partire dal suo ultimo libro “Parole intorno al pozzo” (ed. San Paolo), che verrà presentato il 7 giugno durante il Festival Biblico di Vicenza (31 maggio – 9 giugno). L’intervista (dal titolo “Ci salverà la fede dei semplici”) prende le mosse  dal tema della fede, al centro del suo libro, per aprirsi al discorso sulla Chiesa e sulla novità di Francesco: “La Chiesa deve ripartire dalle domande quotidiane delle persone e scoprire nuove forme di presenza popolare più adatte al nostro tempo”.
Per chi desidera scaricare il pdf: Credere Stella_Morra

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L’amore inatteso… per credenti e atei

L'amore inatteso

Martedì 14 maggio (alle ore 21), presso il cinema-teatro “I Portici” di Fossano viene proiettato il film “L’amore inatteso” che in Italia è distribuito in pochissime copie. Un film di Anne Giafferi. Con Eric Caravaca, Arly Jover, Jean-Luc Bideau, Philippe Duquesne, Benjamin Biolay. Titolo originale “Qui a Envie d’Être Aimé?”, durata 89 min., Francia 2010.

Ecco cosa scrive don Derio Olivero, vicario della diocesi di Fossano.

Che ne dici: ha ancora fascino la nostra religione? Cioè: pensi che un uomo adulto potrebbe essere oggi affascinato dal cristianesimo? Anzi, pensi che un adulto, intelligente, colto potrebbe essere affascinato dalla fede frequentando una parrocchia?
Credo che la risposta più ovvia sia: no!
Perché siamo abituati ad un cristianesimo conosciuto da bambini, che ci ha emozionati il giorno della Prima Comunione, che ci ha sorretti in qualche momento faticoso. E che, bene o male, ci siamo portati dietro per tutta la vita, fino ad oggi. Gli siamo affezionati come ad una vecchia auto, un po’ sgangherata. Come ad un vecchio paio di jeans, carico di ricordi. Così nel nostro armadio, fra le tante cose utili e luccicanti, teniamo anche questo vecchio “cristianesimo”. Ma  fatichiamo a dire che cosa abbia di “affascinante” al punto da attrarre un adulto. Al punto da suscitare la conversione di un adulto. Sì, magari comprendiamo una conversione legata a fenomeni eccezionali: guarigioni, apparizioni… Ma non per un cristianesimo “normale”, feriale, essenziale.
Ecco l’aspetto davvero nuovo del film “L’amore inatteso”. Un film che parla di rapporto tra genitori e figli, di fatiche quotidiane, di sete d’amore, di conversione al cattolicesimo.
Scrive R. Armeni: “«L’amore inatteso» parla di spiritualità, di ricerca dell’amore e del senso della vita. Lo fa con leggerezza e serietà, con ironia e comprensione. Con il tono della commedia e lo sguardo profondo… Non è certamente fra le storie più comuni sul grande schermo quella di una conversione al cattolicesimo nei tempi moderni. Se l’uomo che abbraccia la fede è un brillante avvocato parigino, con una moglie medico, bella e intelligente, due figli, una casa sulla Rive gauche, amici brillanti laici e illuministi, come sa essere soltanto certa borghesia francese… se mettiamo insieme tutti questi elementi “L’amore inatteso” non può che sorprendere”. Dice la regista Anne Giafferi: “E’ un film che gioca con i clichè o i pregiudizi di cui la Chiesa cattolica è spesso oggetto. Si ironizza garbatamente sui credenti, ma anche su coloro che hanno preconcetti nei confronti della religione. In certi ambienti, si può difficilmente dire che uno è credente – in ogni caso cattolico – senza dare l’impressione di dire che creda in Babbo Natale”. Dentro tutto questo la cosa ancora più interessante è che si tratta di una storia vera: è la storia del marito della regista, autore di un libro molto letto in Francia, “Catholique anonyme”, storia della sua conversione al cattolicesimo.
Sarebbe un vero peccato perderlo!

“Parole intorno al pozzo” nuovo libro di Stella Morra

Morra Stella recenteÈ uscito da poco “Parole intorno al pozzo – conversazioni sulla fede”, libro scritto dalla teologa fossanese Stella Morra ed edito dalla San Paolo (pp. 131, € 11).
Il testo si presenta come un percorso che parte da alcuni luoghi comuni sulla fede, fa emergere le domande che da sempre le donne e gli uomini pongono al testo biblico e ne individua concrete piste di lettura incontrando la Samaritana, Pietro, i discepoli di Emmaus ed infine il buon samaritano, personaggi evocativi che, in qualche modo più o meno “religioso” tutti quanti conoscono.
Coloro che, in questi anni, hanno seguito i percorsi di Lectio Divina ed i seminari di studio guidati da Stella Morra, possono ritrovare in questo testo le parole che pazientemente hanno raccolto e condiviso per dire la vita e riscoprire su di essa la Buona Notizia del Vangelo.
Ma non è necessario avere alle spalle questo cammino per essere coinvolti in questo percorso che parte da alcuni luoghi comuni della fede per riportare alla luce il senso profondo di apparenti opposizioni, vicoli ciechi in cui spesso si spegne il nostro rapporto vitale con Dio: fede – vita; scelta – dono; fede – dubbio; individuale – comunitario; fede – ragione…
E il percorso si snoda tra i racconti e le domande che il testo suscita e si fa, alla fine riscoperta di una dimensione che l’individualismo di questo tempo ha impoverito a chiacchiera, dibattito, monologo: la conversazione, “uno scambio di parole tra persone che riconoscono reciprocamente i propri volti e che avanzano nella loro comprensione di sé e degli altri ascoltando e parlando, cioè con disponibilità e compromissione personale”.
Abbiamo tutti bisogno di luoghi e tempi in cui le parole scambiate rompano la solitudine e il silenzio che avvolgono le opere e i giorni della nostra vita, stravolgendoli di chiasso e vocaboli ormai vuoti di senso. Questo libro è un invito, che riposa su una salda speranza da credenti, a suscitare, da adulti, luoghi, tempi, spazi di parole e pensieri condivisi per tornare ad essere “anche noi, sempre testimoni di qualcosa, traduttori di un messaggio di vita o di delusione, di una memoria e di un avvenire, di un Dio possibile…” (Elmar Salmann).
Maria Paola Longo

La fede cristiana nell’età secolare: giornata di studio all’Issr di Fossano

Nell’orizzonte dell’età secolare, la fine di «un» Cristianesimo, quello che si poneva come punto di riferimento centrale nel contesto della «societas christiana», decreta necessariamente la fine «del» Cristianesimo? Dunque, il fenomeno imponente della secolarizzazione costituisce solo un pericolo da scongiurare, oppure si lascia cogliere anche come una buona opportunità per la fede nell’Evangelo di Gesù? Si può recuperare il filo del dialogo tra il Cristianesimo e la cultura laica, prendendo congedo dai pregiudizi e dagli equivoci che spesso ancora pesano su entrambi i fronti, a partire dalla presa di coscienza che «il popolo di Dio e l’umanità, entro la quale esso è inserito, si rendono reciproco servizio» (Gaudium et Spes, n°11)?
Questi alcuni degli interrogativi che verranno discussi nell’iniziativa di studio, sabato 10 novembre dalle 15 alle 19 presso la Sala convegni del Seminario interdiocesano di Fossano (viale Mellano), promossa dall’Istituto superiore di Scienze religiose (Issr) di Fossano e il Centro studi sul Pensiero contemporaneo (Cespec) di Cuneo. L’evento, organizzato in concomitanza con l’avvio dell’anno accademico dell’Issr, intende affrontare un tema ritornato di grande attualità ed è realizzato con il contributo della Cassa di risparmio di Fossano Spa, della Fondazione Crf e della Fondazione Crt. Porteranno il loro contributo Claudio Ciancio [nella foto] (docente ordinario di Filosofia teoretica presso l’Università del Piemonte Orientale) con una relazione su “Fede, religione e cultura nell’orizzonte della secolarizzazione” e Kurt Appel (docente ordinario di Teologia fondamentale presso la Facoltà teologica cattolica di Vienna) che svilupperà il tema “Il Cristianesimo come progetto di un nuovo umanesimo”. L’ingresso è libero.

Credere in Dio nell’epoca del disincanto

Giovedì 20 ottobre, alle 20,45 presso la Sala delle Feste di Palazzo Righini a Fossano (via Negri 20), il Centro Studi sul Pensiero Contemporaneo (CeSPeC) di Cuneo, in collaborazione con l’Atrio dei Gentili di Fossano, organizza una conferenza dialogata sul tema “La comunità umana e il suo «oltre»”. L’evento prende spunto da una recente pubblicazione di Duilio Albarello (direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Fossano) intitolata “L’umanità della fede. Credere in Dio nell’epoca del disincanto” (Effatà, Cantalupa, 2011) e prosegue il ciclo di incontri intitolato “Cosa ci faccio qui? Laboratorio filosofico per non addetti e addetti ai lavori”, organizzato dal Centro Studi sul Pensiero Contemporaneo (CeSPeC) di Cuneo con il sostegno della Fondazione CRF. Interverranno all’incontro Duilio Albarello, Stella Morra e Derio Olivero. Introduce Sergio Carletto del CeSPeC. L’ingresso è libero.

Il volume presentato
Quale avvenire attende il cristianesimo nel contesto dell’Occidente, terra del tramonto e del disincanto? In che modo è ancora possibile vivere l’essenziale dell’esperienza cristiana nell’epoca contemporanea, segnata dal fenomeno imponente della secolarizzazione? L’autore accompagna il lettore nella ricerca di risposte a queste domande fondamentali, invitandolo a misurarsi con le sfide dell’oggi. Il cristianesimo si trova infatti a dover verificare la propria capacità di reggere la prova della vita, facendo percepire la bellezza del credere e portando a riconoscere e praticare il giusto senso dell’esistenza, nell’ascolto vitale della Parola di Dio capace di attestare la verità che rende liberi. Da questa prospettiva, anche la secolarizzazione non è più soltanto un pericolo da scongiurare, quanto piuttosto una buona opportunità per l’accoglienza dell’Evangelo. In gioco è “l’umanità della fede” nella fondata persuasione che proprio laddove ogni uomo e ogni donna s’impegnano appassionatamente con la loro esistenza, il cristianesimo è ancora e sempre “a venire”.

Siamo tra quelli che hanno visto eppure hanno creduto?

Ho sentito un biologo delle proteine, che parlava della pseudo-scientificità delle scienze, che citava questo bel brano di un autore di fantascienza….
Mi ha fatto venire in mente che il protagonista de “Il diavolo probabilmente” di Robert Bresson proclamava (nel 1977) «Non voglio essere né uno specialista, né uno schiavo» e mi ha interrogato su di noi, oggi…

Un essere umano dovrebbe essere in grado di cambiare un pannolino, pianificare un’invasione, macellare un maiale, condurre una nave, progettare un edificio, scrivere un sonetto, quadrare un bilancio, costruire un muro, curare una frattura, confortare il moribondo, prendere ordini, dare ordini, cooperare, agire da solo, risolvere equazioni, analizzare un nuovo problema, spargere il concime, programmare un computer, cucinare un buon pasto, combattere efficientemente, morire valorosamente.
La specializzazione è per gli insetti.
Robert A. Heinlein

Il biologo ha proseguito con un’altra bella citazione che vi propongo, anche questa:

La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo. È una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. È una tesi razionale quella che ci vuole tutti immersi in un sogno; sarà una forma assennata di misticismo asserire che siamo tutti svegli. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l’erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.
G. K. Chesterton, “Eretici”

Ce la faremo a concludere, con Chesterton, che siamo tra quelli che hanno visto eppure hanno creduto?

Stella Morra

Che ne pensate?

Don Sciortino a Fossano per parlare di comunicazione della fede

In occasione del 20° anniversario della morte di don Francesco Chiaramello, don Giorgio Martina e don Mario Picco le parrocchie della città – in collaborazione con Editrice Esperienze, La Fedeltà, lo Sti e l’Issr – hanno organizzato per martedì 16 novembre, alle 21, una serata di riflessione dal titolo “Cristiani: profeti muti – Se questi taceranno, grideranno le pietre” (Lc. 19, 40). Interverrà don Antonio Sciortino, direttore di “Famiglia Cristiana”, che sarà intervistato da don Corrado Avagnina, direttore del settimanale diocesano La Fedeltà. L’incontro si terrà nel salone “S. Luigi” del Seminario Vescovile, viale Mellano 1, a Fossano.
Obiettivo della serata è riflettere sulla comunicazione della fede, un tema che i tre sacerdoti hanno messo al centro della loro vita, ognuno secondo il proprio carisma, attraverso l’editoria, il giornalismo, l’insegnamento, il rapporto personale spirituale… Si rifletterà dunque sulla difficoltà dei cristiani a comunicare Dio e la fede oggi (anche attraverso i mass media) e sulla necessità di uscire dagli schemi, dal senso comune, per essere veramente profeti parlanti, capaci di provocare ad un’altra visione della vita.
In ricordo dei tre sacerdoti verrà celebrata anche una messa sabato 20 novembre, alle 18,30 in Cattedrale.