Conversazioni di Assisi

La Pro Civitate Christiana – Cittadella di Assisi organizza per venerdì 18 febbraio alle 18 l’appuntamento con le “Conversazioni di Assisi”. Il tema: “Chi Parla e chi tace. La partecipazione e la comunicazione, oggi, nella vita sociale e nelle chiese”.
“Recentemente – scrivono Tonio Dell’Olio e i volontari della Pro Civitate Christiana – ci siamo proposti di organizzare localmente alcuni incontri informali su un tema specifico che poi sarà ripreso a giugno in Assisi con una presenza che speriamo allargata a quanti ne fossero interessati e con l’apporto di alcuni amici/esperti con qualche esperienza e competenza specifiche”.
Il primo di questi incontri preparatori si terrà appunto a Milano in via S. Antonio, 5 – Aula Lazzati.

Per maggiori informazioni Cittadella conv_milano

Prìncipi della Chiesa e prìncipi di questo mondo…

Riprendiamo e volentieri pubblicchiamo questo testo di alcune persone che fanno parte della rete torinese Chiccodisenape. Con l’invito a partecipare al dibattito attraverso i vostri commenti.

Cardinali e Governo si scambiano i festeggiamenti

Perché i nuovi cardinali dovrebbero essere presentati al Presidente del Consiglio e ai più autorevoli ministri? Perché cioè i principi della Chiesa dovrebbero essere presentati ai principi di questo mondo? Evidentemente perché sono colleghi di principato. In ogni caso, “è stato un momento di festa”, secondo quanto ha dichiarato mons. Crociata, presente in rappresentanza del card. Bagnasco alla cena festosa del 9 dicembre presso la Santa Sede. Se qualcuno obiettasse che c’è poco da festeggiare e ricordasse lo stato di crisi profonda, materiale e morale, dell’Italia, sarebbe preso per un guastafeste. E dunque lasciamoli festeggiare. Semplicemente diciamo: non in nostro nome, non nel nostro nome di cittadini e di cristiani. Di cittadini cristiani sgomenti di fronte a un Presidente del Consiglio e ad un Governo, che rappresentano un concentrato di quanto di più antievangelico sia mai comparso sulla scena politica della nostra Repubblica e che è invece uno dei più apprezzati e vezzeggiati dalle gerarchie ecclesiali. Più di una volta il card. Bertone ha dato un esplicito appoggio a Berlusconi con cene e incontri più o meno clandestini, ora è intervenuto addirittura con grande pompa casualmente pochi giorni prima del voto sulla mozione di sfiducia; e non solo questo, ma anche è entrato nei dettagli, suggerendo e premendo perché un partito, l’UDC, si accordasse con Berlusconi: il pastore è diventato un trafficante di consensi politici e di giochi di potere.
Un tempo, quando si considerava la condizione della Chiesa nel Rinascimento, si pensava che quell’epoca di degrado delle sue gerarchie non potesse più tornare. Ci eravamo sbagliati. La fornicazione è soltanto diventata più subdola, perché è cresciuta l’ipocrisia e i principi della Chiesa non hanno più l’ardita sfacciataggine dei cardinali del Rinascimento, che principi lo erano davvero.
Chiediamo a tutti i credenti di denunciare la grave ferita che il card. Bertone e gli altri eminenti cardinali hanno inferto alla dignità e all’unità della Chiesa. Perché la presentazione dei nuovi porporati a un principe corrotto e corruttore, che infanga il Vangelo mentre se ne appropria, è un’umiliazione per la Chiesa intera, una Chiesa fatta anche e soprattutto di tanti silenziosi, umili e coraggiosi credenti, e perché l’intervento squisitamente politico del Segretario di Stato non può che portare divisioni nella Chiesa. Chiediamo di pregare perché lo Spirito sostenga la Chiesa anche in questo momento difficile, perché sia preservata la sua unità, ma anche perché, a questo fine, sia liberata dei pastori indegni. Ma siamo certi che la festa e anche i festini stanno per finire, perché il Signore non abbandona i suoi fedeli e il male non avrà l’ultima parola.

Aldo Antonelli, Maria Cristina Bartolomei, Stefano Brusasco, Nino Capetti, Claudio Ciancio, Beppe Elia, Miriam Franchella, Tommaso Giacobbe, Antonio Gorgellino, Giulio Modena, Salvatore Passari, Enrico Peyretti, Toni Revelli, Maria Adele Roggero, Ugo Gianni Rosenberg, Gabriele Scaramuzza, Stefano Sciuto, Riccardo Torta

Lo stile dell’annuncio: dal “come” dipende la fede stessa

enzo-bianchi1Una bella citazione di Enzo Bianchi (Priore di Bose); è tratta da Jesus

L’azione dei cristiani nella polis non deve mai prescindere dallo stile di comunicazione e di prassi: istanza fondamentale, perché lo stile è importante quanto il contenuto del messaggio, soprattutto per noi cristiani. Già nei Vangeli si trova sulla bocca di Gesù un’insistenza maggiore sullo stile che non sul contenuto dell’annuncio, che è sempre sintetico e preciso: “Non fate come gli ipocriti” (Mt 6,2.5.16); “Andate come pecore tra i lupi” (Mt 10,16); “Imparate da me che sono mite e umile di cuore” (Mt 11,29)… Sì, lo stile con cui il cristiano sta nella compagnia degli uomini è determinante: dal “come” dipende la fede stessa, perché si può annunciare un Gesù che racconta Dio nella mitezza, nell’umiltà, nella misericordia, e farlo con stile arrogante, con toni forti o addirittura con atteggiamenti che appartengono alla militanza mondana! E proprio per salvaguardare lo stile cristiano occorre anche resistere alla tentazione di contarsi, di farsi contare, di esibire la propria forza. La fede non è questione di numeri ma di convinzione profonda e di grandezza d’animo – si potrebbe dire parafrasando Ignazio di Antiochia (“Ai Romani” III,3) -, di capacità di non avere paura dell’altro, del diverso, ma di saperlo ascoltare con dolcezza, discernimento e rispetto. Dallo stile dei cristiani del mondo dipende l’ascolto del Vangelo e la sua accoglienza come buona o come cattiva comunicazione e quindi, come buona o cattiva notizia.

Enzo Bianchi (da “Jesus” marzo 2009)