“Cercatori di Dio, cercatori del mondo”, multivisione riproposta a Cavallermaggiore

cercatori manifestoAl Teatro San Giorgio di Cavallermaggiore viene proposto sabato 12 aprile, alle 21, lo spettacolo “Cercatori di Dio, cercatori del mondo – Una mappa di parole”, reading e multivisione a cura di Elisabetta Baro, Claudio Del Toro e Roberto Tibaldi. Quest’ultimo è un fotografo braidese tra i massimi artisti italiani nel campo della multivisione. L’appuntamento è proposto da La Barca dei Soli, bottega teatrale della Fondazione Live-Piemonte dal Vivo, in collaborazione con Teatro e Società di Torino e l’associazione Atrio dei Gentili di Fossano; aderiscono all’evento le confraternite cavallermaggioresi dei Battuti Bianchi, Battuti Neri, San Rocco. La multivisione è stata realizzata due anni fa grazie al prezioso contributo della Fondazione Crf e dell’Atrio dei Gentili.
Una suggestiva serata dove spiritualità, arte dell’immagine e parole si incontrano per accompagnare lo spettatore dentro un itinerario in sette tappe scandite da brani che ruotano attorno ad alcune parole fondamentali dell’esistenza di ogni uomo e donna: la narrazione di sé e del mondo, il dolore, il successo, il fallimento, l’incomunicabilità, la relazione, l’amore, Dio… A conclusione il visionario testo di Apocalisse 12,1-18 “La donna e il drago”.  I testi verranno recitati da Elisabetta Baro (regista dello spettacolo) e Claudio Del Toro. Una serata per godere della bellezza e della potenza evocativa che parole, immagini e musica sapientemente combinati sanno sprigionare.
Aggiornamento: ecco i testi da scaricare in formato pdf Una Mappa di Parole – Testi

Una mappa di parole in multivisione

L’Atrio dei Gentili torna a proporre uno spettacolo in multivisione. Lo farà sabato 24 marzo (alle 21) presso la chiesa del Gonfalone (Battuti Bianchi) a Fossano, con una suggestiva serata dal titolo “Cercatori di Dio, cercatori del mondo – Una mappa di parole”, reading e multivisione a cura di Elisabetta Baro e Roberto Tibaldi. Quest’ultimo è un fotografo braidese tra i massimi artisti italiani nel campo della multivisione.
La multivisione è stata realizzata grazie al prezioso contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano.
L’Atrio dei Gentili dall’inizio del suo esistere come associazione (da più di 15 anni dunque) ha cercato di seguire le strade tracciate dalle parole scambiate tra gli uomini e le donne e dalla Parola di Dio letta, scrutata, ascoltata, scambiata e spezzata. E le ha spesso tradotte in spettacoli, come “Le parole per dirlo” (che risale al 1997) o le varie multivisioni ospitate all’interno dell’evento “Fede con arte”. “Siamo convinti, davvero, che le parole e il loro suono ci conducono: la parola pronunciata è sempre la scommessa di gettare fuori di sé una propria grande o piccola verità, di affidarla a dei destinatari nella fiducia che la raccolgano e nella speranza che la circolazione di parole ci dica una verità  e una comunione più grande”.

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Cercatori di Dio: a caccia di brani per lo spettacolo

A marzo 2012 metteremo in scena uno spettacolo sullo stile de “Le parole per dirlo”. In pratica un evento che fonde insieme la lettura di alcuni brani, musica, immagini…
È stata preparata una bozza dal titolo “Cercatori di Dio, cercatori del mondo” (Cercatori di Dio – Bozza) che contiene un indice ragionato di parole e di temi in vista dello spettacolo. L’indice riprende gli incontri dello scorso anno denominati “10 parole per l’Atrio” [qui le sintesi del primo incontro, del secondo e del terzo].
Chi avesse idee, brani, materiali… da suggerire per la realizzazione dello spettacolo è pregato di inviarli all’indirizzo atrio@atriodeigentili.it entro l’11 dicembre.

10 parole per l’Atrio, 3° incontro

Il 14 maggio scorso si è svolto a Fossano il terzo e ultimo degli incontri dedicati alle dieci parole che caratterizzano l’Atrio dei Gentili (AdG). [Qui la sintesi del 1° incontro, qui la sintesi del 2°].
L’intervento principale è stato quello di Stella cui hanno fatto da contrappunto altre persone (segnalate nella sintesi). Ecco quanto è emerso (chi lo desidera può scaricare la versione pdf Dieci parole sintesi 03 14_05_2011).

Stella M.

Provo a elencare alcuni nodi fondamentali e alcune direzioni per il futuro.

1) Dentro/fuori: dualismo che emerge più volte rispetto ai temi che trattiamo, alla ricaduta ecclesiale… Secondo me la domanda è errata. Cioè non c’è un dentro o un fuori, una divisione tra credenti e non credenti. Essere credenti è essere dentro e fuori e contemporaneamente. Siamo tutti fuori e dentro… Inventare una prassi credente e comunitaria (cioè non solo individuale) capace di non accettare la domanda sul dentro/fuori è una lavoro gigantesco ma ineludibile.
La questione è ritenuta importante da altri: Carlo B. (rispetto alla necessità di approfondire la questione), Gilberto A. (sul come ci vedono e ci interpretano gli altri), Monica A. (sulla questione oscilliamo continuamente avanti e indietro)

2) Perché e come essere e dirsi credenti:
–       l’oggettività è data dalla liturgia e dalla parola di Dio: io non sono un cristiano narcisista solo se mi confronto con la parola di Dio e la Liturgia (Irma S. richiama l’importanza di tornare sulla liturgia e rimetterla a tema)
–       in un dialogo costante con i pensieri della Tradizione e della Teologia (uno “studio” rinnovato?)
–       comprendere e abitare la nostra esperienza di umani adulti: c’è una verità dell’essere umani adulti che ci fa scoprire la nostra immagine di Dio
–       in quanto umani adulti capaci di ospitalità (che non si riduce ad aprire le porte della propria casa, ma è più ampiamente la presa in carico della soggettività dell’altro)

3) Abbiamo spesso privilegiato la parola: le parole umane e la Parola di Dio (in linea con Vaticano II “Dei Verbum”). È importante perché:
–       la parola crea un inter-detto, un detto tra sé e l’altro
–       la parola è un uscire da sé, un esporsi
–       la parola è dialogica: apre, interpella l’altro ad una risposta
–       la parola dell’altro fa comprendere me stesso
–       la parola è provvisoria (solo quella di Dio è definitiva): le nostre parole non sono “fatte” ma dette
–       la parola è un esercizio di fede perché affidamento, uscita da sé, “estasi”…

Quindi, come proposta di attività per i prossimi anni:
–       riproporre uno spettacolo tipo “Le parole per dirlo”: molto narrativo, poetico…
–       continuare con la lectio e i seminari, compreso un seminario durante l’anno (che magari integri la Lectio…)
–       dopo il seminario di luglio 2011 trovare una modalità, un metodo che ci aiuti a riflettere sulle questioni di cui sopra (riprendere lo studio? In che forma?)
–       ottobre 2012 (o poco dopo): un convegno pubblico in occasione dei 50 anni di apertura di Vaticano II

Il Consiglio direttivo dell’associazione culturale “L’Atrio dei Gentili”

10 parole per l’Atrio, sintesi del 2° incontro

Il 14 gennaio scorso si è svolto a Fossano il secondo degli incontri dedicati alle dieci parole che caratterizzano l’Atrio dei Gentili (AdG). [In questo post trovate invece la sintesi del 1° incontro].
L’incontro si è chiuso con l’invito per tutti, in vista del prossimo incontro, a pensare soprattutto alle prospettive future: quali parole dovranno guidare l’AdG nei prossimi anni?
L’appuntamento è per sabato 14 maggio, alle 17,30 in Seminario a Fossano, nei locali dove si tiene la Lectio divina.

Se nel primo incontro ci si era focalizzati di più sulle 10 parole, nel secondo si è intervenuti a ruota libera. La sintesi (che segue e che si può scaricare anche in formato pdf Dieci parole sintesi 02 14_01_2011) conserva la scaletta dei vari interventi che si rimandano tra loro. Parte integrante è il corposo contributo iniziale di taglio sociologico elaborato dal Presidente Gino Grosso (Alleg01 – AdG quale collocazione).

Gino G.

Spiega il suo contributo alla riflessione (vedi sopra Alleg01 – AdG quale collocazione)

Stella

Lo schema di Gino ha un registro linguistico che ci aiuta a leggere la realtà dell’AdG da un altro punto di vista. Gino ha visto bene, la descrizione è perfetta ed è consolatoria: alcune cose erano una serie di obiettivi da raggiungere, il fatto che vengano viste significa che abbiamo raggiunto gli obiettivi:
–       ad es. lo stare in piedi da soli (debolezza di I ed L). Mentre la Chiesa pensa che occorra dare le stampelle alle persone, noi riteniamo che non occorra insistere sull’appartenenza né lavorare in tal senso;
–       ad es. lo scarso presidio interno-esterno: cioè il rifiuto di entrare nella logica del dentro-fuori
Tutto ciò però ha dei costi:

  • sovraccarico su alcuni per quanto riguarda gli aspetti organizzativi
  • nell’AdG transitano molte persone ma molte non si fermano (un esempio tipico è la Lectio)

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10 parole per l’Atrio, guardando al futuro

Il 5 novembre scorso si è svolto a Fossano il primo degli incontri dedicati alle dieci parole che caratterizzano l’Atrio dei Gentili (Adg). Erano presenti una ventina di persone: alcune erano tra quanti hanno deciso di far nascere l’Adg, altre hanno fatto il loro ingresso più tardi; alcune della generazione dei 40/50enni, altre della generazione precedente… Nel prossimo incontro (che si svolgerà venerdì 14 gennaio, alle 21, nel salone di via Vescovado 12, a Fossano) proveremo a dire cosa ci sta a cuore per il futuro, quale progetto vogliamo realizzare, quali le cose irrinunciabili su cui vogliamo puntare… Di seguito la intesi dell’incontro di novembre, con l’invito a tutti a lasciare eventuali commenti sul blog (cliccando sul disegnino a forma di fumetto posto a destra, sotto il titolo di questo articolo).

All’incontro di novembre sono intervenuti offrendo le proprie riflessioni: Gino Grosso, Stella Morra, Monica Abbona, Carlo Barolo e Maria Paola Longo, Paolo Gallizio, Nicola Servetti, Gilberto Aguzzi e Susanna Lodi, Nicola Servetti, Irma Salvagno, Valeria Allamandri, Beppe Beccaria, Mario… Ecco quanto è emerso [chi vuole può scaricare la sintesi anche in pdf Dieci parole sintesi 5_11_2010].

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