Un convegno e un suggerimento…

  1. Il nostro seminario sul tema del discernimento ha toccato un tema molto sentito nella Chiesa contemporanea. Lo testimonia il fatto che la Comunità di Bose terrà dal 5 all’8 settembre 2018 il suo annuale Convegno Ecumenico Internazionale di spiritualità ortodossa su “Discernimento e vita cristiana”. In questa pagina trovate il programma, i relatori e tutte le informazioni tecniche. Oppure potete scaricare questo pdf: Discernimento Bose- pieghevole
  2. Ghislain Lafont (monaco benedettino e teologo) ha scritto a Papa Francesco una lettera aperta in cui lo invita a “destinare il Palazzo monumentale, attualmente occupato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, all’accoglienza dei poveri, delle famiglie di migranti e di altri senzatetto”. (versione in pdf Lettera aperta a Papa Francesco su una questione importante).

Grazie a Stella Morra per le segnalazioni.

Le Lectio di due anni fa raccolte nel libro “Che cosa è l’uomo perché te ne ricordi?”

Che cosa è luomo copI libri, si sa, hanno spesso lunga gestazione e questo può accadere per varie ragioni: a volte si giustifica il ritardo con il leggendario “blocco dello scrittore”, altre con l’andamento del mercato, altre ancora con le scelte e le politiche editoriali. Nel caso del libro che qui presento, la ragione del ritardo nella pubblicazione risiede altrove: nell’andamento frenetico della nostra quotidianità, di cui sempre più spesso ci sentiamo in balìa e che in qualche modo governa molte nostre scelte.

Dico questo non solo per trovare una giustificazione al fatto che il nuovo volume curato dall’Atrio dei Gentili (in collaborazione con Marco Ronconi) uscito a dicembre 2017, contiene le Lectio tenute dalla teologa fossanese Stella Morra nell’anno 2015-2016, ma anche perché la relativa capacità dell’essere umano di governare la propria esistenza è strettamente collegata al tema del libro stesso: “Cos’è l’uomo perché te ne ricordi? Cos’è l’uomo perché te ne curi?”.

La frase è tratta dal Salmo 8, un inno di lode al nome di Dio, all’opera delle sue dita e alla grandezza dell’essere umano: “Lo hai reso poco meno di Dio, di gloria e onore lo hai coronato”.

L’uomo guarda la meraviglia del creato, di fronte a luna e stelle percepisce la propria inadeguatezza e domanda direttamente a Dio (come vuole il pensiero ebraico), qual è la ragione per cui, nonostante tutto, continui a ricordarsi di lui e a prendersene cura. “Zakhar” (ricordare) e “Paqad” (prendersi cura, proteggere), sono due verbi fondamentali e assai ricorrenti nel testo biblico, due azioni dirette da cui derivano conseguenze storiche e culturali fondamentali. Yosef Hayim Yerushalmi, nel suo saggio “Zachor”, scriveva: “Gli ebrei sono stati il primo popolo a fare del ricordo un dovere religioso”.

Ricordare è dunque dovere dell’essere umano nei confronti di Dio ma è al tempo stesso un Suo impegno. Cos’è l’uomo perché te ne ricordi?

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Ognissanti: la verità di questa festa è che non siamo soli

OLYMPUS DIGITAL CAMERA“Passerò il mio cielo a fare del bene sulla terra” (S. Teresina del Bambino Gesù)

Ci vuole un po’ di vita dietro le spalle per sapere, sentire – nella propria carne, non in teoria – la verità della festa di Ognissanti. Ci vuole che qualcuno di quelli che ci hanno voluto bene sia morto. Ci vuole la consapevolezza di essere poveri di meriti, piccoli di statura morale, deboli collezionisti di sbagli più o meno rimediabili e rimediati. Ci vuole il dolore di aver perso qualcuno e aver pensato che – dopo – non saremmo più stati gli stessi.

Allora la festa di Ognissanti diventa la festa dei nostri santi, con la “s” piccola perché non stanno consacrati sugli altari, ma santi per il fatto stesso di aver attraversato le nostre vite mostrandoci abissi di profondità, spiritualità, intensità per noi irraggiungibili. Ci hanno insegnato che la misericordia di Dio è più grande di noi, ma fatichiamo a crederci davvero, ci sentiamo sempre davanti a lui come il bimbo pizzicato col dito nel barattolo della nutella.

Ma quel Dio misericordioso è “il Dio fedele, che mantiene la sua alleanza e benevolenza per mille generazioni, con coloro che l’amano e osservano i suoi comandamenti” (Dt 7,9).

Forse non siamo tanto sicuri di amare Dio, e in quanto ad osservare i suoi comandamenti… ma nella festa dei Santi non abbiamo bisogno di risalire di mille generazioni, forse anche solo una o due ci bastano per sapere che qualcuno, prima di noi, ha molto amato Dio, e quell’amore vissuto, incarnato, adesso protegge anche noi, davanti a Dio.

La verità di questa festa è che non siamo soli, non siamo stati abbandonati alla nostra debolezza: quelli che ci hanno voluto bene vegliano su di noi, piccolo segno, a noi vicino, di Colui che davvero ci ha salvati: Gesù Cristo morto e risorto dai morti.

Maria Paola Longo

La storia di Tobia, nascere vecchi e morire bambini

tobia e saraDurante la Lectio divina del 21 ottobre scorso Stella Morra ha fatto riferimento ad un testo relativo al libro biblico di Tobia (pubblicato dall’editrice Ave una quindicina di anni fa e ora esaurito): si tratta di “La storia di Tobia: nascere vecchi e morire bambini”. Il libro è la rielaborazione scritta di un percorso spirituale-esistenziale che un gruppo di giovani-adulti delle diocesi di Fossano e Mondovì ha seguito nel 1992 durante un campo scuola estivo. Il libretto è disponibile in PDF e si può scaricare quiLa storia di Tobia

 

Il respiro corto delle chiese locali

marcello neriCredo sia facile percepire una certa fatica, all’interno delle Chiese locali, nell’approfittare degli spazi sempre più ampi che papa Francesco viene preparando loro passo dopo passo. E non penso qui a quelle diocesi in cui vescovi e fedeli non si sentono sintonici con le linee che lui va tracciando per un nuovo immaginario della fede e delle comunità cristiane. Anzi, penso proprio a quelle Chiese locali che sentono e vivono tutto ciò come una benedizione da lungo attesa.

Come se le possibilità improvvisamente apertesi davanti a noi ci avessero lasciato senza fiato, quasi impauriti di non poter delegare più le responsabilità della fede, oppure di poterci trincerare dietro la scusa di un apparato ecclesiastico che rema compatto in direzioni opposte… Continua a leggere

Marcello Neri, SettimanaNews, 14 settembre 2017