L’amore inatteso… per credenti e atei

L'amore inatteso

Martedì 14 maggio (alle ore 21), presso il cinema-teatro “I Portici” di Fossano viene proiettato il film “L’amore inatteso” che in Italia è distribuito in pochissime copie. Un film di Anne Giafferi. Con Eric Caravaca, Arly Jover, Jean-Luc Bideau, Philippe Duquesne, Benjamin Biolay. Titolo originale “Qui a Envie d’Être Aimé?”, durata 89 min., Francia 2010.

Ecco cosa scrive don Derio Olivero, vicario della diocesi di Fossano.

Che ne dici: ha ancora fascino la nostra religione? Cioè: pensi che un uomo adulto potrebbe essere oggi affascinato dal cristianesimo? Anzi, pensi che un adulto, intelligente, colto potrebbe essere affascinato dalla fede frequentando una parrocchia?
Credo che la risposta più ovvia sia: no!
Perché siamo abituati ad un cristianesimo conosciuto da bambini, che ci ha emozionati il giorno della Prima Comunione, che ci ha sorretti in qualche momento faticoso. E che, bene o male, ci siamo portati dietro per tutta la vita, fino ad oggi. Gli siamo affezionati come ad una vecchia auto, un po’ sgangherata. Come ad un vecchio paio di jeans, carico di ricordi. Così nel nostro armadio, fra le tante cose utili e luccicanti, teniamo anche questo vecchio “cristianesimo”. Ma  fatichiamo a dire che cosa abbia di “affascinante” al punto da attrarre un adulto. Al punto da suscitare la conversione di un adulto. Sì, magari comprendiamo una conversione legata a fenomeni eccezionali: guarigioni, apparizioni… Ma non per un cristianesimo “normale”, feriale, essenziale.
Ecco l’aspetto davvero nuovo del film “L’amore inatteso”. Un film che parla di rapporto tra genitori e figli, di fatiche quotidiane, di sete d’amore, di conversione al cattolicesimo.
Scrive R. Armeni: “«L’amore inatteso» parla di spiritualità, di ricerca dell’amore e del senso della vita. Lo fa con leggerezza e serietà, con ironia e comprensione. Con il tono della commedia e lo sguardo profondo… Non è certamente fra le storie più comuni sul grande schermo quella di una conversione al cattolicesimo nei tempi moderni. Se l’uomo che abbraccia la fede è un brillante avvocato parigino, con una moglie medico, bella e intelligente, due figli, una casa sulla Rive gauche, amici brillanti laici e illuministi, come sa essere soltanto certa borghesia francese… se mettiamo insieme tutti questi elementi “L’amore inatteso” non può che sorprendere”. Dice la regista Anne Giafferi: “E’ un film che gioca con i clichè o i pregiudizi di cui la Chiesa cattolica è spesso oggetto. Si ironizza garbatamente sui credenti, ma anche su coloro che hanno preconcetti nei confronti della religione. In certi ambienti, si può difficilmente dire che uno è credente – in ogni caso cattolico – senza dare l’impressione di dire che creda in Babbo Natale”. Dentro tutto questo la cosa ancora più interessante è che si tratta di una storia vera: è la storia del marito della regista, autore di un libro molto letto in Francia, “Catholique anonyme”, storia della sua conversione al cattolicesimo.
Sarebbe un vero peccato perderlo!

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