Mons. Bettazzi, un testimone del Concilio a Fossano

È uno degli ultimi “padri conciliari” italiani ancora in vita, un vescovo che della franchezza nel parlare (la “parresia” evangelica) ha fatto uno stile e non solo uno slogan: chi dunque meglio di mons. Luigi Bettazzi per iniziare le celebrazioni del cinquantesimo di indizione del Concilio Vaticano II? Ecco perché l’Atrio dei Gentili lo ha invitato a Fossano, per una riflessione-testimonianza dal titolo “Il Concilio ieri, oggi, domani”. L’appuntamento con mons. Luigi Bettazzi è per venerdì 21 ottobre (alle 20,45 nella Sala polivalente del Castello di Fossano, gentilmente concessa dal Comune), l’ingresso è libero. Ricordiamo che il Concilio ecumenico, un evento che ha modificato in profondità il volto della Chiesa contemporanea, venne indetto ufficialmente da Giovanni XXIII il 25 dicembre 1961 (costituzione apostolica “Humanae salutis”) e aperto dallo stesso Pontefice l’11 ottobre 1962.
La serata di Fossano è un’ottima occasione per ascoltare dalla voce di uno degli ultimi padri conciliari la testimonianza di un evento che deve ancora illuminare la Chiesa di oggi e di domani.

Mons. Bettazzi (che è nato nel 1923) è vescovo emerito di Ivrea ed è già venuto altre volte a Fossano (l’ultima nella primavera del 2007). Nominato vescovo ausiliare di Bologna nell’agosto del 1963, viene trasferito a Ivrea alla fine del 1966 (diocesi che reggerà fino al 1998). È stato presidente di Pax Christi Italia e presidente della Commissione “Iustitia et pax” della Conferenza episcopale italiana. Di questo noto vescovo, autore di numerose pubblicazioni (come “La Chiesa oltre le rughe” e “Vescovo e laico? Una spiegazione per gli amici”) proprio in questi giorni le Edizioni Dehoniane di Bologna danno alle stampe il libretto “Il Concilio, i giovani e il popolo di Dio” (pagg.104, euro 9).
“Da testimone dell’evento – si legge nella presentazione di questo volumetto -, l’autore rivendica le novità pastorali del Vaticano II: una Parola di Dio che orienti davvero la vita del cristiano e della Chiesa, una liturgia che impregni di Cristo tutta la loro esistenza e attività. Due elementi che dovrebbero far sentire primaria la voce del popolo di Dio e spingerlo a essere lievito del cammino dell’umanità tutta verso il regno di Dio, un cammino di accoglienza dell’amore di Dio e di solidarietà verso gli altri esseri umani, a cominciare dai più piccoli, i più poveri ed emarginati”.
Al tempo stesso in questa sua ultima pubblicazione Bettazzi “manifesta la sua preoccupazione per un’ancora limitata accoglienza e ancor più limitata attuazione del Concilio. Soprattutto per il fatto che lo si interpreta in chiave minimalista, senza che la lettura della Bibbia diventi il punto di riferimento, o presentando la liturgia come la preghiera del popolo di Dio e non come «sorgente e culmine» della vita della Chiesa e dei cristiani”.

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