LECTIO DIVINA 2011-2012
Alla ricerca di un corpo per la parola:
cristiani, chiesa e mondo
con Stella Morra
22 Ottobre Giosuè 24,1-28: tra memoria e identità
05 Novembre Atti 3,1-26: una comunità in attesa
03 Dicembre Esodo 12,1-14: a partire da un sacrificio
14 Gennaio 1 Corinti 14,1-22: parole ed edificazione
11 Febbraio Atti 6,1-15: tra struttura e martirio
31 Marzo Atti 11,1-19: noi e gli altri
14 Aprile Giovanni 17,1-26: affidati a Dio
12 Maggio Luca 24,13-35: comunità eucaristica
Sede: Seminario Interdiocesano viale Mellano, 1 – Fossano (CN)
Orario: sabato 15,30-16,45
“…Può accadere talvolta che le compagini delle istituzioni temporali si allentino; esse sono veramente temporali, il tempo le divora e le logora, molte cose arrugginiscono, marciscono, devono essere sostituite; addentellati in apparenza solidi si staccano, lasciano intravedere la luce o anche il buio.
Gli Atti degli apostoli si concludono con un naufragio raccontato in modo diffuso e quasi divertito: il naufragio della nave di Paolo. Luca è perfettamente cosciente del simbolismo del suo racconto. La nave viene afferrata dal vento marino «e, non potendo più resistere al vento, abbandonati in sua balia, andavamo alla deriva» (At 27,15). La nave viene prima fasciata con le gomene, poi si butta in mare il carico, infine i marinai smontano l’attrezzatura e la gettano anch’essa in acqua (27,17ss.). «Ogni speranza di salvarci sembrava ormai perduta». Paolo ha in sogno un avvertimento da trasmettere: «Non ci sarà alcuna perdita di vite in mezzo a voi, ma solo della nave». Infatti questa si schianta, la prua si incaglia in una secca e la poppa si sfascia sotto la violenza delle onde. Chi sa nuotare si tuffa, gli altri si salvano su tavole o in spalla ai nuotatori (27,41-44). La situazione è esattamente escatologica: la struttura come forma esterna va in frantumi, ci si può salvare solo guadagnando terra sui rottami… «Salvaci, Signore, siamo perduti!», gridavano anche i discepoli nella barca di Pietro (Mt 8,25). L’uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia – «cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa» (Mt 7,24s.) – è l’uomo che ha confidato sulla roccia che è Cristo. Egli troverà la tavola di salvezza che lo porterà a riva, e questa saranno forse le spalle di uno che sa nuotare”.
(H. U. von Balthasar, Gloria, vol. VII, Nuovo Patto, Jaca Book, Milano, 1977, 483ss.)
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